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Il sistema si sforza di farci credere che il consumo è un fatto banale che riguarda solo noi, i nostri gusti, le nostre voglie, il nostro portafoglio, il nostro diritto a non essere imbrogliati. Un fatto privato da affrontare badando solo al prezzo e alla qualità. Ma non è così. Il nostro consumo riguarda tutta l’umanità poichè dietro a questo nostro gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria di natura sociale, politica e ambientale

(F. Gesualdi)

 

Voti ogni volta che vai a fare la spesa

(A.  Zanotelli)

Mangiare è un atto agricolo

(W. Berry)

GAS: perché? Lo scopo di un gruppo di acquisto solidale come il nostro è quello di consociare gli acquisti e i consumi, alimentari ma non solo, di singoli e famiglie secondo principi condivisi di eticità e rispetto per l’uomo e l’ambiente.

L’adesione ad un GAS nasce da una crescente insoddisfazione nei confronti degli attuali modi di produzione e distribuzione (di generi alimentari o altri beni di consumo), che sottostanno a logiche che relegano in secondo piano  la qualità e la salubrità dei prodotti. Ciò porta ad una riflessione critica globale sul modello di consumo attualmente dominante, basato su un rapporto impersonale e sbilanciato tra chi produce e chi consuma: le scelte del singolo sono orientate da marketing e pubblicità, i beni di consumo sono merci il cui valore è solo in minima parte determinato dall’effettiva qualità o da altri fattori come l’impatto ambientale, o le condizioni dei lavoratori. Oltretutto in questo modello di produzione e consumo un ruolo sempre più determinante viene rivestito da intermediari come la grande distribuzione, che allungano artificialmente la filiera produttiva e seguono spesso logiche di approvvigionamento che creano ulteriori distorsioni e impatti negativi sull’ambiente e sul lavoro.

Con il GAS si vuole invece proporre un modello di consumo alternativo, in cui il consumatore si riappropria del proprio potere, giocando un ruolo attivo in virtù di scelte consapevoli, e instaurando con il produttore un rapporto diretto che si svolge su basi paritarie e risponde a criteri di giustizia e solidarietà. Un cambiamento di prospettiva che  poi si traduce in uno stile di vita più sano, responsabile, orientato alla socializzazione e alla convivialità, rispettoso dell’ambiente e del lavoro umano. E che spesso consente, anche se non necessariamente, di risparmiare!

G come Gruppo, ma anche:

·       Giustizia: verso chi lavora e produce, specie i piccoli produttori che non hanno modo di accedere al mercato senza rimanere strozzati dalle logiche ribassiste imposte dalla distribuzione; riconoscendo loro il giusto prezzo dei prodotti, e riconoscendo in loro un ruolo primario e fondamentale nella filiera agroalimentare, base della sopravvivenza collettiva.

·       Gusto: i prodotti provenienti da filiere corte, lavorati e trasformati con metodi artigianali e nel rispetto dell’uomo e della natura, sono più buoni!

A come Acquisto, ma anche:

·       Ambiente: prodotti di stagione a “Km 0” e di filiera corta, ottenuti con pratiche agricole biologiche e biodinamiche, con limitato utilizzo di prodotti chimici ed energia, imballaggi ridotti all’essenziale, riducono l’impatto ambientale

·       Agricoltura biologica: cioè no fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi nelle coltivazioni, mangimi naturali e benessere per gli animali; pratiche agricole tradizionali e sostenibili che assecondano il ritmo della natura, rispettano l’ecosistema naturale e preservano la biodiversità

S come Solidale, ma anche:

·       Salute: non può che guadagnare da prodotti senza o con bassi livelli di additivi chimici, con qualità nutrizionali elevate mantenute tali dai metodi di preparazione e dalla provenienza locale

·       Socialità: la pratica di acquisto consociato crea una rete di relazioni tra gli aderenti al GAS e tra il GAS e i produttori, che sposta il consumo da una dimensione individualista a una collettiva, e che col tempo può diventare una “massa critica” capace di influenzare e orientare le dinamiche della produzione a livello globale.

Criteri di valutazione dei produttori

·       Distanza: si preferisce scegliere produttori locali; tipicità locali sono comunque apprezzate anche se non a Km 0;

·       Dimensioni: si preferiscono i piccoli produttori alle grandi realtà organizzate;

·       Trasparenza: i produttori devono rilasciare scontrini e/o fatture (se sono tenuti a farlo);

·       Correttezza: i produttori devono rispettare i diritti dei lavoratori;

·       Rispetto dell’ambiente: i produttori devono avere un impatto sull’ambiente che sia il più ridotto possibile in termini di sfruttamento delle risorse, consumo di energia, utilizzo di imballaggi, produzione di rifiuti ed emissioni inquinanti.

Criteri di valutazione dei prodotti

·       Biologicità: produzioni che rispettino gli ecosistemi e la salute di chi lavora e di chi mangia

·       Qualità organolettiche e nutrizionali: roba buona e che fa bene

·       Composizione: minor presenza possibile di sostanze artificiali aggiunte nei prodotti freschi e/o trasformati

·      Stagionalità: ogni prodotto a suo tempo

·       Prezzo: giusto per chi produce ma anche per chi compra

·       Confezionamento: imballaggio ridotto

Importante: non solo acquisto…

L’adesione ad un GAS presuppone la partecipazione attiva dei soci, che a turno si occupano di organizzare le consegne, fare da referente di un prodotto, preparare le riunioni. Sarebbe augurabile che l’esistenza di un gruppo di acquisto solidale si estendesse al di fuori delle classiche occasioni delle consegne o delle riunioni periodiche. Momenti conviviali, degustazioni di nuovi prodotti, visite dei produttori, momenti condivisi di formazione, informazione, educazione dei più piccoli sono alcuni esempi da mettere in pratica per rendere il GAS un occasione di confronto, socializzazione, crescita e stimolo della nostra realtà locale.

nota tecnica: Status giuridico e fiscale (il gruppo informale)

Un GAS è un gruppo informale di persone. Informale perché di norma non ha alcuna personalità giuridica come, invece, un’associazione o un’organizzazione non profit costituita formalmente. Tra l’altro la Legge Finanziaria del 2008 (L. 244 del 24/12/2007), comma 266 dell’articolo 1 permette il riconoscimento pubblico dell’attività dei gas. Infatti recita:

« Sono definiti «gruppi di acquisto solidale» i soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e di vendita. »
(comma 266)

Quindi l’acquisto collettivo viene sostenuto dal gruppo per il gruppo ma viene emesso documento fiscale dal fornitore a nome di un singolo partecipante come persona fisica e questa legge garantisce l’esonero dalle imposte dirette e indirette delle attività svolte internamente ai gas. Infatti nel comma 267 si legge:

« Le attività svolte dai soggetti di cui al comma 266, limitatamente a quelle rivolte verso gli aderenti, non si considerano commerciali ai fini dell’applicazione del regime di imposta di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 4, settimo comma, del medesimo decreto, e ai fini dell’applicazione del regime di imposta del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. »
(comma 267)

Il decreto 633 è quello che ha istituito l’Imposta per il Valore aggiunto, l’IVA. Quindi le attività di distribuzioni “interna” sono esenti da questa imposta, ad eccezione ovviamente dell’IVA pagata sullo scontrino o la fattura emessa del fornitore (se è tenuto a farlo[3]). Nella distribuzione della merce all’interno non vi è valore aggiunto (“senza applicazione di alcun ricarico” e quindi non esiste base imponibile.

La questione può iniziare a porre qualche problema fiscale se la persona che si fa emettere fattura a nome proprio è in possesso di partita iva come lavoratore autonomo. Altri problemi potrebbero sorgere nel caso di ordini di qualche rilevanza, per esempio superiori ai 1000 euro.

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